Italy vs Argentina - Diary of a looting the future .. -L 'interference by a president who needs to control the high echelons of the judiciary to pass constitutional reforms that allow the sale of public resources (companies, hospitals, infrastructure, mineral deposits, public buildings of value)
-summits of trade unions who betray and deny decades of struggle for rights, raping a working class already weakened by deoperaizzazione economy because of the massive introduction of machines.
-private businessmen have bribed politicians to dump i loro debiti privati e le perdite dei loro affari nel debito pubblico, facendolo pesare sulle tasse dei cittadini
Sembra il quadro familiare??? e invece no...parlo dell’Argentina. Un paese di cui la moltitudine sa poco...
Ex colonia spagnola, alla fine dell”800 e negli anni ‘20 del ‘900 aveva contratto già decine di milioni di dollari di debito con le banche inglesi. Poi i due Peron (Juan ed Eva) cominciarono una politica di progressivo smantellamento dei contratti rivendicati dall’estero, svincolandosi dai poteri internazionali in nome dell’antimperialismo.
Successivamente, negli anni ‘70 rispunta l’oligachia bancaria internazionale, che non riuscendo attraverso la democrazia a far tornare l’Argentina nei ranghi di “paese del 3 mondo col debito” fa scattare il colpo di stato militare. C’è il governo di Videla asservito agli Stati Uniti e poi il ritorno alla democrazia con il presidente Carlos Menem. Il quale, appunto: asservì i magistrati, sfregio’ la costituzione per avere poteri speciali che consentissero la svendita dell’Argentina a società quotate in borsa di tutto il mondo (multinazionali dell’industria e dell’agricoltura) e permise il peggioramento delle classi lavoratrici, disoccupandole e “dimagrendo” i diritti contrattualmente stabiliti, avendo corrotto, fra le migliaia di persone che hanno contribuito a tutto questo, anche i vertici sindacali del paese.
Il politico che fu l’esecutore materiale della politica neo-liberista che mise in ginocchio l’Argentina (paese che, al contrario dell’Italia è ricchissimo di materie prime) fu il ministro dell’economia Cavallo che continuo’ i suoi piani di privatizzazione anche con il presidente La Rua (che farà sparare sulla folla che manifestava).
Gli esponenti del governo argentino si sono fatti letteralmente “attori” delle speculazioni, assimilando le perdite al disavanzo pubblico che si gonfiava incontrollato e incamerando i guadagni immediati personalmente in una torta divisa, volta per volta, dal gruppo politico e da gruppi sempre diversi: dagli imprenditori locali ai finanzieri delle banche internazionali.
Finchè nel 2001, i “tango bond” svolgono il ruolo di “goccia che fa traboccare il vaso” e lo stato argentino fa il crack. Prima del crack, le ultime speculazioni fatte dai politici riguardano la compagnia aerea argentina, l’acqua e le ferrovie svendute e smantellate.
Il “caso argentina” rappresenta in piccolo quello che sta succendendo oggi a livello mondiale.
Come se l’Argentina fosse stato un progetto-pilota della crisi per saggiare la capacità di un popolo di uscirne con le cicatrici ma senza ribellioni.
"Fernando Solanas, with the award at the 2004 Berlinale Golden Bear for Lifetime Achievement, has produced this documentary with the aim to show how the country ia come up to the current disastrous economic conditions .. "